
Che questo non fosse un giorno come tutti gli altri lo sentivamo sulla pelle, stavamo col fiato sospeso e con le mani giunte a pregare che gli operai del comune per qualche ragione cambiassero direzione e non avessero intenzione di entrare nel sotterraneo.
Speranze, ahimè, vane, infatti appena il capo operaio girò la chiave per aprire la porta di ferro, il camino cominciò ad emettere il suo solito fumo grigio e noi, come sempre alla finestra, ma in quei momenti non ci godevamo affatto la vista di quelle nuvole che ci consentivano di sognare montagne di denaro, ci accorgemmo invece e immediatamente che quest’oggi ciò che usciva dal camino aveva una forma strana ed inconsueta.
Oh sì, avevano forme umane, perbacco, erano loro: gli omini grigi, uscivano in volo dalla cappa del camino e si innalzavano nel cielo più lontano fino a scomparire dalla nostra vista inghiottiti da un nero nuvolone.
Qualcuno di noi ebbe l’impressione che ci salutassero agitando una mano, qualcuno invece sosteneva che avevano alzato il dito medio in segno di scherno, sta comunque di fatto, che un cupo pensiero calò su di noi, eravamo sicuri che non sarebbero più tornati, con la loro partenza si dissolvevano anche i nostri sogni.
E i soldi fin qui guadagnati e ancora da spartirsi? Vuoi vedere che non ci hanno lasciato niente?
Prima ancora che decidessimo di abbandonare la finestra, accadde un altro fatto incredibile, dal camino usciva un fumo leggero che andava a creare proprio sopra la scuola, larghe nuvole che curiosamente avevano la forma di banconote. Ce n’erano da 5, 10 e via fino a quelle più grosse da 500 euro.
Quando il cielo sopra di noi ne fu pieno, iniziò a piovere, prima qualche monetina di pochi centesimi, poi da uno e due euro ed infine banconote a centinaia e a migliaia di ogni forma e valore. Non c’era alcun dubbio, erano i nostri soldi guadagnati col commercio delle nuvole ed allora, presi da grande bramosia, ci precipitammo lungo le scale per andare a raccogliere quelle banconote prima che lo facessero altri.
Ma quando fummo nel giardino e, allargando le braccia e le mani ci accingevamo a riempire di denaro le nostre tasche e i nostri zaini, accadde l’imprevedibile.
Appena le nostre mani e dita toccavano quelle monete e quelle banconote, queste si dissolvevano in una nebbiolina grigia e nelle mani restava solo un piccolo alone umido.
Lì per lì la delusione fu immensa, tutte le nostre aspettative e i nostri sogni si trasformavano in nebbia e si dileguavano nell’aria del mattino e alla fine nelle nostre mani non restavano che nuvolette impalpabili, anzi, no, neanche quelle, stringevamo solo aria.
Potevamo diventare i padroni del mondo e ci volle un bel po’ di tempo a rassegnarci, ma quando ci rendemmo conto che senza lavoro la ricchezza ha lo spessore di una nuvoletta grigia, tornammo alle nostre consuete attività e per tutti noi la vicenda degli omini grigi rimase solo un ricordo che lo scorrere del tempo rese sempre più incerto, tanto che i più tra di noi finirono col confonderlo coi sogni fanciulleschi, un bel sogno, ma come tutti i bei sogni, durò poco.
























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